30 Dic

Resoconto dell’anno 2015 che sta per terminare… in una giornata speciale

Eccoci qui… come ogni anno questa è la giornata del resoconto annuale… Che dire: è stato un anno importante che ha visto al centro di tutto la mia “seconda” gravidanza, arrivata dopo due aborti spontanei precoci nell’arco di circa 7 mesi… Una gravidanza super desiderata, attesa, sudata, e anche stavolta “riposata”… Un anno passato ad aspettarne la fine sperando di portare a termine la gravidanza nel migliore dei modi, nonostante le mille attenzioni che anche stavolta ho dovuto avere: riposo, riposo, riposo… Un marito e una figlia che adoro che mi hanno sopportata tutto l’anno ma soprattutto SUPPORTATA… Fino al 30 Novembre 2011, un mese fa esatto, giorno in cui dopo solo un’ora e mezza di travaglio senza epidurale è nato Gabriel: il terzo amore della mia vita. Il dopo parto è iniziato in salita con un ricovero al Bambin Gesù per una sospetta malattia genetica, per fortuna in seguito esclusa, ma una diagnosi che comunque porta con sè tutta una serie di controlli e interventi nei prossimi anni di vita… La cosa fondamentale resta che Gabriel cresca forte, sereno, felice, e che la situazione rimanga non evolutiva come lo è ora, cosicchè non abbia altre ripercussioni sulla sua salute e quindi anche sulla sua vita. Quindi non ci rimane che sperare ancora una volta che il meglio debba ancora venire, godendoci intanto quel che la vita ci ha regalato in questo 2015: un altro bambino bellissimo da amare, coccolare e crescere nel migliore dei modi, con l’aiuto di una sorella maggiore che pur avendo solo 4 anni e mezzo è veramente fantastica!!! Chiudo questo post con la canzone che sento appartenere alla nascita di Gabriel… ed auguro una buona fine ed un buon principio a tutti! https://youtu.be/_wugkgzT14w

09 Dic

La nascita lampo di un piccolo grande guerriero di nome Gabriel

…tutto ebbe inizio il 29 Novembre all’ora di cena… Eravamo dai miei a mangiare la pizza, di ritorno da un monitoraggio in ospedale… Lì mi sono resa conto che stavo iniziando ad avere delle contrazioni lievemente dolorose e abbastanza regolari nel tempo: ogni 6/7 minuti circa. Così ho avvertito Mario e abbiamo deciso di lasciare Ginevra a dormire dai nonni, in modo tale che se la cosa si fosse intensificata saremmo potuti partire al volo per l’ospedale senza farla uscire nel bel mezzo della notte in pigiama e col freddo che faceva… Torniamo a casa e decidiamo di rimanere vestiti… Avevamo capito che il giorno dei giorni stava arrivando. Inizio a passeggiare avanti e indietro per la sala: la situazione non è cambiata: contrazioni ogni 6 minuti con un dolore “mestruale”… Memore del corso pre-parto con Susanna, decido di farmi un microclisma ed è stato proprio quello a sbloccare la situazione… Infatti poco dopo mi ritrovo una perditina di sangue e capisco che forse stavo iniziando a dilatarmi… Mario si era appena sdraiato sul letto e lo avverto che era già ora di rialzarsi 😀 Provo a chiamare Luana per avvertirla, ma non risponde: così avverto Aurora che cerca a sua volta di contattarla… Verso le 23 usciamo per andare in ospedale e a mezzanotte siamo lì. C’è anche un’altra signora che arriva con me: citofoniamo e ci apre alla porta del reparto Fiammetta, una delle 2 ostetriche di turno quella notte. Lei e Daniela (l’altra ostetrica) ci visitano e ci attaccano al monitoraggio… Io sono dilatata tra i 2/3 cm, ma le contrazioni sembrano affievolirsi nonostante io continui a sentire dei doloretti. Così Daniela rimanda a casa Mario e Luana e mi spedisce in camera per riposare: “Tanto se ne parla per domani…”. Poco dopo mi riviene a chiamare perchè Marzilli, il ginecologo di turno, sapendo che il bambino era stato podalico fino a 38 settimane, ha deciso di farmi un’ecografia per ricontrollare la posizione: tutto ok, la testa è ancora in giù 🙂 “Ora vai a dormire perchè le energie domani ti serviranno”. Provo a mettermi a letto ma le contrazioni ricominciano e fanno sempre più male… Non riesco a stare sdraiata così inizio a passeggiare per il corridoio: Daniela mi rivede e mi rinvita a riposare, ma io proprio non riesco… Mi rivisita un secondo ma sembra tutto identico a prima… Riprovo a mettermi a letto ma mi sento gli slip bagnati… Avrò rotto le acque? Torno in sala parto ad avvertire e trovo Fiammetta che mi fa lo stick per verificare se è o meno liquido amniotico: il risultato viene dubbio, quindi mi fa mettere un assorbente per vedere se si bagna e mi rimanda a letto. Mi sdraio per l’ennesima volta, ma non c’è niente da fare: io con questi dolori non riesco a dormire! Mi siedo sul tavolino in camera e col cellulare alla mano controllo ogni quanto sono le contrazioni: 5 minuti spaccati. Decido però di non tornare in sala parto perchè tanto mi sentirei dire per l’ennesima volta che prima di domani non se ne parla, così mi metto lì buona a fare la respirazione. Alle 3 Daniela passa davanti la camera, mi vede rossa in viso durante una contrazione, così inizia a capire e mi chiede come va: “Fanno male Daniela, non riesco a dormire giuro…”… “E allora vieni che ti ricontrollo dai…”. Mi porta direttamente in sala parto, mi attacca al monitoraggio e sgrana gli occhi: le contrazioni sono alte come intensità e regolari nel tempo. Così mi rivisita e mi fa: ” Cara Laura, sei tra i 5 ed i 6 cm… Sei ufficialmente in travaglio. Certo che lo reggi proprio bene, eh! Io pensavo che non lo fossi, non urli, non piangi, guarda che puoi farlo se vuoi eh?! Noi siamo qui apposta”… “Che cosa?? Sono dilatata così tanto?! Stai scherzando vero? Di già?!”… E lei: “E’ un secondo figlio mia cara, fanno così loro…”. Chiedo se posso avvertire mio marito e mia sorella, ma mi dice di aspettare per vedere come procedo. Intanto la avverto che devo indossare le calze antitrombo durante il travaglio, lei manda Fiammetta a prenderle e intanto avverte il ginecologo e mi fa compilare a voce un questionario che si fa di routine prima del parto. Torna Fiammetta con le calze, emozionatissima perchè “anche per noi è emozionante fare un parto in cui non si conosce il sesso del bambino!”. Daniela le chiede consiglio su come compilare i braccialetti e Fiammetta le suggerisce di aspettare direttamente la nascita, anzichè compilare prima sia la versione femminile che quella maschile. Nel frattempo le contrazioni si fanno più intense e inizio a sentire più dolore verso il basso e tremore nel mentre… Daniela mi chiede sempre che sensazioni ho e quando le dico che durante la contrazione mi sembra di dover andare in bagno mi rivisita: “Sei quasi a dilatazione completa, avverti tuo marito…”. Erano le 3:48 e mentre loro tentavano di infilarmi le calze antitrombo tra una contrazione e l’altra, io provo a chiamare Mario: niente, il suo cellulare non prende così avverto Luana e le dico di avvertire Mario in qualche modo. Nel frattempo le ostetriche mi invitano a mettermi sul fianco sinistro ma io proprio non ce la faccio: appena provo a mettermi sul fianco mi sento dolere tutta la parte bassa del corpo. Mi chiedono se me la sento di alzarmi ma preferisco starmene supina e tirare le gambe a me durante le contrazioni. Daniela mi dice di spingere quando ne sento la necessità e non passa molto tempo prima che io inizi a farlo. Dopo un paio di contrazioni in cui spingo, loro da davanti riescono già a vedere i capelli. Sento bruciore quindi capisco che la testa è lì lì per uscire. Alla successiva contrazione spingo di nuovo ma la testa non si sposta di un millimetro ed in più sento Daniela dire: “Si sta lacerando tutta! Tagliamo…”. Marzilli annuisce e le chiede di passargli la ventosa perchè capisce che il bambino ha il braccio sopra la testa, e per questo la testa non finisce la discesa. Così alla successiva contrazione, mentre spingo, tagliano e Marzilli usa la ventosa: Gabriel nasce alle 4:26, piange subito! Daniela controlla il sesso: è un maschio! “Un maschio?!” e chi se lo aspettava! Mi sarei giocata la casa che era una femmina!!! Me lo portano subito via, così continuo a chiedere se sta bene. Marzilli mi dice “si si, ha pianto subito, hai sentito?!”. Va dal neonatologo e dopo un po’ torna chiedendomi se abbiamo casi in famiglia di tanti nei. Io annuisco pensando a Mario che ne è pieno e lui mi chiede se ne ha anche di sovrapposti e mi anticipa che il bambino ne ha tanti… Ma sul momento non capisco la gravità della situazione, immagino dei semplici nei classici. Poco dopo mi portano il bambino avvolto da un telo, mi mostrano il neo gigante sulla schiena ma Marzilli dice: “Sembra come se si stia spellando e debba andare via…”, e così mi tranquillizzo sperando che abbia ragione. Me lo mettono in braccio e me lo lasciano una decina di minuti, mentre mi invitano un paio di volte a spingere per far uscire la placenta. Ma avendo mio figlio in braccio, spingere è proprio l’ultimo dei miei pensieri, così non mi impegno molto e alla fine se la vedono loro con qualche massaggio sulla pancia 😀 Portano Gabriel al nido per visitarlo e lavarlo e, dopo una puntura di anestesia, Marzilli inizia a ricucirmi. Nel frattempo sento Mario e Luana arrivare e sentirsi dire: “E’ nato ed è maschio!” e mi faccio una risata da dentro la sala parto immaginando lo stupore 🙂 Una volta finito il rammendo, finalmente mi portano fuori dalla sala parto col letto e posso salutarli. Poco dopo Mario porta la culletta con Gabriel: pesa 2,980 kg ed è lungo 49 cm. Posso finalmente attaccarlo al seno. Non potevo neanche immaginare quello che di lì a poco mi si sarebbe prospettato: tante visite, tante ipotesi di diagnosi, tanta paura, tanto spavento, un bambino trasferito al Bambin Gesù mentre io ero lì in ospedale. Ma non voglio dilungarmi su questa parte durata una settimana, voglio rimuoverla e sperare che sarà solo un brutto ricordo e che Gabriel, nonostante tutti i controlli e le operazioni che dovrà fare, cresca sano, forte e felice. Laura